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San Domenico Abate: agosto Le Fanoglie: gennaio Madonnina del Lago: maggio Madonna delle Grazie: luglio Sant'Antonio da Padova: luglio Madonna di Loreto: settembre
Madonna Addolorata Attività della Pro-Loco di Villalago
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Scanno
Panorama di Scanno (courtesy by C.Silla) Scanno è un comune italiano di 2.043 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il suo territorio fa parte della Comunità Montana Peligna, ed in parte è compreso entro i confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (P.N.A.L.M.). È un'importante stazione turistica di soggiorno invernale ed estivo, fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia. Nei dintorni vi sono il lago omonimo, gli impianti sciistici di Passo Godi e di Monte Rotondo, gli altipiani del Monte Greco e il Lago Pantaniello, nonché la riserva naturale delle Gole del Sagittario. L'origine del nome comunemente si fa risalire al latino scamnum (sgabello), perché il colle su cui è stato costruito il centro storico somiglierebbe ad una piccola panca. In realtà il termine è più vicino ai fitotoponimo abruzzesi scandalo e scannèlla che indicherebbero il nome di una varietà rustica di orzo o le località in cui si coltivava. Come risulta da una lapide romana conservata nel Museo della lana Scanno risulta già abitata in epoca romana, all'estremità nord del territorio dei Sanniti. Un antico insediamento presente nella valle del Sagittario è il pagus Bletifulus, che è stato identificato con un centro minore dei Peligni la cui fortificazione doveva situarsi sulle pedici meridionali del colle di Sant'Egidio. Di questo centro si ha testimonianza viva nelle locali leggende popolari, infatti un mitico re di Battifolo in lotta contro l'Imperatore di Roma o contro il mago Pietro Baialardo compare in una storia sulla nascita del Lago di Scanno. Un'antica lapide inoltre ritrovata in località Acque Vive di Scanno ricorda un decurione di Betifulo. Durante
le invasioni barbariche Scanno rimane
illesa per la struttura difensiva dei monti intorno il paese, ma durante le
invasioni saracene prima ed ottomana poi invece non subì le stesse sorti. Durante il Medioevo segue le vicende feudali del contado peligno. Il terremoto della Marsica del 1915 distrusse completamente Frattura vecchia. Centro che si spostò nel sito originario col nome di Frattura nuova o semplicemente di Frattura. Durante la II guerra mondiale, Carlo Azeglio Ciampi (cittadino onorario) si rifugiò a Scanno, ospitato da una signora del posto. Nel 1956 è stato girato a Scanno e dintorni il film Uomini e lupi con Silvana Mangano ed Yves Montand. Monumenti e luoghi d'interesse : La chiesa dell'Assunta o della Madonna della Valle è a 3 navate. L'esterno è in stile romanico abruzzese (vale a dire romanico in pietra locale). Nelle prime colonne dopo l'ingresso vi sono tracce di affreschi medievali. La facciata a coronamento orizzontale presenta 3 portoni con sopra altrettanti rosoni; il centrale è il più grande. Due pilastri con cuspidi sono posti a rinforzo dopo il terremoto della Marsica del 1915. Dietro l'imponente altare policromo vi è un coro ligneo. Il confessionale è di un certo Mosca. La cappella a destra dell'entrata ospita una statua di Sant'Eustachio, patrono del Paese. In fondo alla navata destra, in prossimità dell'accesso alla sagrestia, vi è un reliquiario. Nella sagrestia vi sono pregevoli mobilie di legno. Al muro esterno della chiesa di San Rocco-Madonna del Carmelo vi è un affresco rappresentante San Cristoforo e una statua di San Gabriele. Nella Chiesa di Sant'Eustachio vi sono una Statua di Sant'Agata, una della Fede, una della Speranza e una di Santa Lucia. La chiesa è in restauro. Nella Chiesa di San Giovanni Battista vi è una mostra di Statue Sacre e di Santi. Altre chiese sono:
e, fuori dell'abitato:
Museo: Il Museo della lana ospita una mostra di arnesi ed attrezzi agricoli e della lavorazione della lana. Un museo simile è a Frattura col nome di Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, che raccoglie più o meno lo stesso tipo di utensili ed è sito presso la chiesa centrale della frazione di Scanno. I palazzi principali di Scanno sono:
Gli archi principali sono:
gli archi a Scanno sono suddivisi in 2 tipi:
La cinta
muraria medievale è ora stata completamente sostituita dalle case private di cui
ne mantengono la forma originaria. A Scanno vi sono la Fontana Sarracco, l'Auditorium "Guido Calogero", la suddetta Fontana del Pisciarello, a Via Roma, dietro la Chiesa di Santa Maria della Valle, vi è la Statua della donna scannese inaugurata nel 2006. Le feste principali oltre a quella patronale sono:
Dal 1972 la cittadina è sede del Premio Scanno. Il costume femminile di Scanno : L'isolamento del paese, nel corso dei secoli, fece in modo che il vestito delle donne di Scanno si sviluppò in modo autonomo e privo di modelli a cui ispirarsi, a questo si aggiunse la voglia delle giovani donne di arricchirsi di gingilli costosi, anche se autoctoni, atti ad impreziosire le varie parti del proprio abbigliamento per superare in bellezza, e perché no, ingelosire le amiche e le rivali, così una gonna, per il peso sempre più ricco, arrivava fino alle calcagna. Tuttavia, nonostante l'unicità del vestito, per la tipologia delle sue caratteristiche questo abbigliamento può essere accostato ai vestiti tradizionali femminili della Conca Peligna e dell'Alto Sangro. Economia: L'unica attività economica fino al 2° dopoguerra era la pastorizia (le pecore) ed il commercio della lana, ma, con la costruzione della seggiovia di Collerotondo negli anni cinquanta è esploso il turismo. In passato si fabbricavano vestiti tipici femminili di Scanno. Oggi in Via Roma è rimasto l'ultimo negozio per la vendita o per l'affitto ad ore per matrimoni di questi vestiti tipici. Molteplici le attività di oreficeria (fabbricazione di presentose ed altri gioielli e femminili). Per approfondimenti sul paese Vi invitiamo a visitare "Il Portale di Scanno, la perla d'Abruzzo" - http://www.scanno.org
Frattura
Frattura di Scanno (courtesy by Scanno.org) Frattura è una frazione di Scanno, da cui dista 6 km, in provincia dell'Aquila sita a 1265 metri s.l.m. Frattura si raggiunge mediante una provinciale che si dirama dalla Statale delle Gole del Sagittario e si diparte dal bivio sito nei pressi del Lago di Scanno tra il lago stesso e Scanno.
Anversa degli Abruzzi
Anversa degli Abruzzi
Anversa degli Abruzzi è un comune italiano della provincia dell'Aquila in Abruzzo formato da 402 abitanti. Fa parte della Comunità Montana Peligna. È annoverato tra i borghi più belli d'Italia. Nelle zone circostanti tra il Cenozoico ed il Mesozoico si è avuta un'orogenesi per sedimentazione carbonatica (le rocce nei dintorni contengono carbonati vari, tra cui principalmente carbonato di calcio sotto forma di calcare compatto). Nel
XX secolo la popolazione subisce un
notevole calo demografico (specialmente per luoghi che offrono possibilità di
lavoro migliori, tra cui Sulmona). Nel 1997 ad Anversa viene istituito il Parco Letterario Gabriele D'Annunzio(Si ricorda che D'Annunzio ha ambientato ad Anversa degli Abruzzi uno dei suoi capolavori: "La fiaccola sotto il moggio" di cui la fiaccola, secondo una leggenda popolare è il rudere del castello normanno, tale castello appartenuto alla famiglia Di Sangro, al visitatore, pare avere la forma di una fiammella). Nel territorio del comune si trova la Riserva Naturale Guidata Gole del Sagittario - Oasi WWF di Cavuto.
Castrovalva
Castrovalva (courtesy by trekearth.com- mongibello) Castrovalva è una frazione di Anversa degli Abruzzi, in provincia dell'Aquila. L'abitato è sito su uno sperone roccioso che si erge dalla Cresta di Sant'Angelo, a 820 metri sul livello del mare. Il paese conta 26 abitanti. L'antico borgo fortificato che dominava l'alta valle del Sagittario controllava uno degli accessi della Valle Peligna. Il borgo fortificato di Castrovalva ha le caratteristiche di un insediamento su di un crinale dove prevale l'utilizzo della pietra. In alcuni casi gli edifici versano uno stato di semi-abbandono tuttavia si può riconoscere l'architettura tradizionale. L'edificio posto sull'estremità dello sperone roccioso parrebbe essere, a prima vista, la residenza del signore feudale ma mancano studi a prova di ciò.
Cocullo
Cocullo (courtesy by Comune di Cocullo) Cocullo è un comune italiano di 285 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna. Centro agricolo dell'alta valle del Sagittàrio, situato su un colle, estrema propaggine meridionale del monte Catini (1.319 m). Tra le principali opere del centro storico di Cocullo vi è la torre medievale in muratura. Questa torre è stata riciclata come campanile della chiesa di San Nicola. La chiesa risulta citata nel XIV secolo e danneggiata nel terremoto della Marsica del 1915 ma poi mai restaurata. La facciata mostra vari interventi di modifica, ora, sconsacrata, ne rimangono pochi avanzi di scarso interesse architettonico. Sopra il rosone della Chiesa di San Nicola rimane lo stemma che ricorda il duca Sarchia. Il duca Sarchia è un duca leggendario ucciso per porre fine allo Jus primæ noctis, il quale aveva il "vizio" di porre tale barbara usanza alle donne appena sposate. La chiesa della Madonna delle Grazie risale al XIII secolo. In seguito è stata più volte modificata. La facciata comprende un rosone, un architrave riproducente l'Agnus Dei, due statue del XVI secolo poste in due distinte edicole. Il portale è sormontato da una lunetta ogivale. Un secondo portale è del 1552. L'interno è ad un'unica navata è modificato nel XVIII secolo ma ancora contenente gli affreschi originari del '500 identificanti la "Deposizione", la "Crocifissione" ed un trittico di Sant'Antonio, della Maddalena e di Sant'Amico. La chiesa attuale è stata ricostruita interamente nel XX secolo. Il 1° giovedì di maggio la chiesa è meta di fedeli accorsi per la festa patronale, la Festa di San Domenico, ed è suggestiva la festa dei serpari e la pantomima del lupo. La chiesa di San Domenico risulta già eretta nel XVII secolo. I fedeli accorsi ivi, compiono la cerimonia della campanella tirandola coi denti. Di particolare rilievo vi è la cinta muraria racchiude tutto il rione di San Nicola ed il resto del centro storico caratterizzati da viuzze tortuose, bifore e botteghe medievali, portali e case signorili dei secoli scorsi tra cui Casa Marano e Casa Squarcia. Porta Ruggeri è ad arco a sesto acuto, prende il nome dal ramo della famiglia di Celano. È sita vicino alla torre medievale. Porta Renovata è sita presso la valle a sud. Porta di Manno. È stata costruita direttamente sulla nuda roccia dello sperone del cocuzzoletto ove sorge Cocullo.
Bugnara
Bugnara (courtesy by Comune di Bugnara) Bugnara è un comune italiano di 1.193 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna ed è anche annoverata nell'associazione de "I borghi più belli d'Italia" dall'estate del 2007. Provenendo dalle belle gole scavate dal fiume Sagittario, il centro abitato è il primo paese della conca di Sulmona posto sull'antica strada Sannitica che porta fino a Scanno e successivamente a Villetta Barrea. Bugnara sorge ai piedi del Colle Rotondo (912 metri) e del monte Genzana (oltre 2000 m) ed il suo territorio è delimitato a nord dal fiume Sagittario, dominando dall'alto tutta la Valle Peligna con un abitato quasi del tutto concentrato attorno alla rocca dominata dal Castello Ducale. Da segnalare è la serata di "Romantica, cuori sotto le stelle", giunta alla quinta edizione (2010). Notte bianca dalle 22 alle 6 del mattino caratterizzata da stand eno-gastronomici, balli, musiche dal vivo, sfilate di moda, esposizioni di fiori, piccole rappresentazioni teatrali e mostre di fotografia. Il Festival Internazionale dei Fioristi è di norma collegato ad una Lotteria di Beneficenza il cui ricavato, gestito dal Club dei Borghi più belli d'Italia, sarà destinato alla ricostruzione delle particolarità del patrimonio artistico culturale dei Borghi abruzzesi danneggiati dal sisma. L'evento, come di consueto, sarà caratterizzato dalla preziosa opera artistica dei migliori fioristi di tutto il mondo che impreziosiranno gli angoli del borgo antico di Bugnara. La manifestazione ha avuto come ospite un artista di caratura internazionale, Morris Albert (l'autore di Feelings). Nel 2009, la manifestazione è iniziata la sera del 1 agosto e si è tenuta per tutta la notte fino all'alba del giorno dopo. Altro evento di notevole importanza a livello locale è la Sagra del Formaggio che oramai è giunta alla ventesima edizione (nel 2010) e che usualmente viene programmata nella prima metà di giugno presso la piazza principale del paese (SS. Rosario); questo appuntamento gastronomico richiama ogni volta dalle 2000 alle 2500 persone ma, di anno in anno, va ad imporsi sempre più con notorietà nel palcoscenico delle sagre della regione Abruzzo. Vengono proposti i formaggi di produzione tipica del posto, da quelli freschi a quelli stagionati, le ricotte e i primi piatti tutti ovviamente a base di formaggio. La serata è sempre allietata da intrattenimenti musicali e ripropone l’evento dimostrativo della “Cagliata”, ovvero la creazione del formaggio con l’antico metodo usato dai pastori bugnaresi. La manifestazione viene organizzata e curata dall'associazione Pro-loco del paese. Come monumenti e luoghi di interesse sono da segnalare:
Introdacqua
Introdacqua (courtesy by introdacqua wordpress.com)
Introdacqua è un comune italiano di 2.053 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna. Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia. Introdacqua deriva dal latino "inter aquas", ossia "dentro le acque", a significare l'abbondanza di sorgenti nel territorio. La Storia:• IX sec., la
grande disponibilità di acque utili per l'agricoltura, grazie alla presenza di
numerose fonti in montagna e ruscelli che scorrono nelle colline poste tra le
valli di S. Antonio e di Contra, inducono i monaci della potente abbazia di S.
Clemente a Casàuria, a mandare coloni in questo luogo per coltivarvi le terre di
loro proprietà. Nasce così una prima comunità organizzata che dipende
dall'abbazia e sarà poi feudo di diverse nobili famiglie, tra le quali sono da
ricordare i D'Aquino e i Trasmondi. Nel XIII sec. sorge il castello con funzioni
difensive, trovandosi Introdacqua coinvolta nelle lotte interne sulmonesi. Monumenti e luoghi di interesse artistico: Il campanile
seicentesco, costruito in pietra locale, ben simboleggia la solidità di
Introdacqua, se è vero che ha resistito, senza nemmeno scalfirsi, a quattro o
cinque terremoti. Gli fa da pendant, nella parte alta del borgo, la torre
medievale (XIII sec.) che qui chiamano "il castello". Si tratta in realtà di un
dongione, una tipologia difensiva poco diffusa, non adatta a contenere la dimora
del feudatario. Il muro di cinta, a pianta esagonale, ha il lato di m. 7,30,
mentre la torre, a pianta quadrata, ha il lato di m. 5,20. Intorno a lu
castiélle si sviluppa la parte antica dell'abitato, con i suoi scorci
caratteristici, con le case che fanno da corona alla torre che è l'icona di
Introdacqua, l'immagine che subito entra nella visuale percorrendo il viale
d'accesso al borgo. Tutt'intorno, i boschi degli antichi Peligni sono ricchi d'acqua, di ombra e di frescura. Nell'estate del 2007, nel paese si è svolta la prima edizione di "Muntagninjazz", festival di musica jazz.
Sulmona
Sulmona (courtesy by sulmona.boxmail.biz) Sulmona è un comune italiano di 25.212 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico, concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Il nome della città deriverebbe infatti da Solimo (Σωλυμος in greco antico), uno dei compagni di Enea. Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonostante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale. Sulle alture del monte Mitra si hanno testimonianze archeologiche dell'oppidum, uno degli insediamenti fortificati più grandi dell'Italia centrale. Si tratta di una zona, posta più in alto della sede attuale della città, che assunse la sua posizione tra i due fiumi Gizio e Vella solo nel periodo romano. La Valle Peligna, sede della vera e propria urbs deriva il suo nome dal greco peline = 'fangoso, limaccioso'. Infatti, in età preistorica, la conca di Sulmona era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio, verso il mare, dell'acqua crollò: in compenso il terreno rimase fangoso e fertile. Durante l'epoca romana, Sulmona fu sede di uno dei tre municipi peligni assieme a Corfinium e Superaequum. Nell'81 a.C. si ha il secondo avvenimento narrato dagli storici, ossia la distruzione della città da parte di Silla, a seguito della ribellione per ottenere l'integrale applicazione della Lex Cornelia de Suffragiis. Dopo trentadue anni, però si ebbe la rinascita, con la costituzione di una guarnigione pompeiana, che dovette arrendersi, per l'ennesima rivolta dei sulmonesi, a Marco Antonio, inviato da Cesare. La data storica più importante per Sulmona è il 43 a.C., anno di nascita dell'illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore dell'amore e delle Metamorfosi, poi relegato a Tomi, in Romania dall'imperatore Augusto (più esattamente egli fu "relegato" e la relegatio a differenza dell'exilium non comportava la perdita della cittadinanza romana e dei diritti conseguenti né comportava la confisca dei beni). Dalle iniziali del celebre emistichio ovidiano Sulmo Mihi Patria Est, la città ha preso le lettere contenute nel suo stemma, 'SMPE'. Le tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel tempio di Ercole curino, posto ai piedi del monte Morrone in cui, secondo un'antica leggenda, vi sarebbero i resti della villa di Ovidio. Le ricerche hanno portato alla luce una copia in bronzo rappresentante l'Ercole in riposo, oggi custodito nel Museo archeologico di Chieti. Si tratta di un bronzetto, dono di un mercante, databile intorno al III secolo a.C., rappresentante l'eroe appoggiato col braccio sinistro sulla clava da cui pende una pelle di leone: viene considerato uno dei capolavori della piccola plastica antica. Oltre all'Ercole, sono stati ritrovati materiali architettonici e immagini votive. La tradizione fissa nel III secolo l'avvento del Cristianesimo: inizialmente il territorio peligno era costituito da un'unica grande diocesi, quella di Valva, a cui si aggiunse quella di Sulmona, dopo controversie nate con il capitolo di Corfinio. Tuttavia la prima notizia di un vescovo sulmonese risale al V secolo. La dinastia degli Svevi agì a sostegno di Sulmona costringendo il vescovo a porre la sua sede entro le mura della città. Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale, uno dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo. Dal punto di vista politico, Sulmona divenne comune sotto i Normanni e, unita alla Marsica, costituì un'unica grande provincia. Federico II, grazie agli statuti di Melfi, promosse la città a capitale e sede della curia di una delle grandi province in cui divise la parte continentale del regno. Infine Sulmona fu sede del giustizierato e di uno studio di diritto canonico equivalente a quello di Napoli. Importantissima, inoltre, la disposizione per cui delle sette fiere annuali che si tenevano in sette città del regno, la prima si svolgesse a Sulmona ("primae nundinae erunt apud Sulmonam") dal 23 aprile all'8 maggio. Alla fine del XIII secolo, Sulmona seguì da vicino la vicenda dell'unico papa dimissionario, fra' Pietro da Morrone, meglio conosciuto come papa Celestino V. Oltre alla vicenda più nota bisogna ricordare l'istituzione a Sulmona della congregazione monastica degli eremiti di San Damiano, poi detti Celestini. La cella di Celestino V è ancora visitabile nel vicino Eremo di Sant'Onofrio al Morrone La caduta degli Svevi portò all'avvento degli Angioini, che osteggiarono fieramente la città, non perdonandole la fedeltà a Federico II e il successivo appoggio al giovane Corradino. Così Sulmona venne privata del giustizierato e poi della facoltà di diritto canonico. Nonostante tutto nel XIV secolo la città triplicò la sua superficie e si cinse di una seconda cerchia di mura e di ben sei porte. Sempre in questo secolo si costruì il palazzo dell'Annunziata, dapprima asilo per orfani, poi ospedale e oggi uno dei simboli della città. Nel corso del XVI secolo nacque la Scuola Orafa Sulmonese, i cui manufatti esponevano il marchio SUL. Si ebbe la nascita dell'industria della carta e furono impiantati vari opifici lungo il fiume Gizio. Anche il commercio ebbe una notevole crescita, grazie al mercato di stoffe preziose (la seta sermontina). Venne innalzato, inoltre, il campanile dell'Annunziata che è ancora oggi la costruzione più alta della città, con i suoi 65,5 metri. Alla fine del secolo, infine, fu introdotta l'arte della stampa, grazie al letterato e studioso ovidiano Ercole Ciofano. Vennero edite le opere di Ovidio e pubblicati i capitoli della Giostra Cavalleresca. Nel
1656 fu anche dismessa la Giostra
Cavalleresca che si teneva due volte l'anno, per mancanza e disapplicazione
dei cavalieri, oltre che per la terribile peste: la manifestazione è rinata
nel 1995. Ma il Seicento fu anche il secolo in cui le chiese sulmonesi vennero
dotate degli organi di tipo italiano opera di organari locali, tra i quali
Marino e Vincenzo da Sulmona, che realizzarono in San Pietro a Roma l'organo
della cappella gregoriana. L'Ottocento segnò un nuovo periodo di rinascita, in cui il nodo ferroviario sulmonese, grazie alla sua strategica posizione, ebbe notevole sviluppo e con esso si ebbe una eguale crescita economica e demografica. Nel 1889 nacque un'altra grande personalità della città, Giuseppe Capograssi, insigne studioso di filosofia del diritto. Il Novecento è stato caratterizzato da periodi di alterna fortuna, tra i quali vale la pena ricordare la costruzione nel 1922 del teatro comunale, la ricostruzione dello storico cinema Pacifico e il passaggio del giro d'Italia nel 1911, nel 1992, quando fu sede di traguardo di tappa, e nel 2009 quando fu sede di partenza di tappa Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni e, vista la sua posizione a ridosso della Linea Gustav, vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo viario e ferroviario strategico. Nonostante tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a partire dalla visita del primo presidente della Repubblica Enrico De Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostituito l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per vendicarsi di una rivolta popolare del 1929. Monumenti e luoghi di interesse: Architetture religiose:
Architetture civili:
Architetture militari:
Aree naturali:
Biblioteche:
Musei:
Eventi:
Fonte testi: Wikipedia, l'enciclopedia libera - "I Borghi più Belli d'Italia".
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Il Costume Villalaghese
I Termini Dialettali
Usi e Costumi: Tradizioni Popolari
Il Museo dell'Arte Contadina
Le Meraviglie della Natura: La Flora e la Fauna nel PNALM
Guida: Escursioni in Montagna
La Riserva Naturale del Lago di San Domenico e Lago Pio
Immagini Flora
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Il Parco Letterario Gabriele d'Annunzio...
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Ultimo aggiornamento: 22-01-12.
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