Portale web di promozione turistica per Villalago (AQ), l'antica Villa de Lacu, oggi annoverata nel Club dei Borghi più Belli d'Italia

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Principali Feste Religiose:

San Domenico Abate: agosto

Le Fanoglie: gennaio

Madonnina del Lago: maggio

Madonna delle Grazie: luglio

Sant'Antonio da Padova: luglio

Madonna di Loreto: settembre

 

 

 

 

 

 

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I Paesi Limitrofi:

  • Scanno e Frattura (rispettivamente a 7km. e 11km.)

  • Anversa degli Abruzzi  e Castrovalva (a 10km. e 11 km.)

  • Cocullo (a 15 km.)

  • Bugnara (a 17 km.)

  • Introdacqua (a 23 km.)

  • Sulmona (a 26 km.)

 

Scanno

 

 

Panorama di Scanno (courtesy by C.Silla)

Scanno è un comune italiano di 2.043 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il suo territorio fa parte della Comunità Montana Peligna, ed in parte è compreso entro i confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise  (P.N.A.L.M.).

È un'importante stazione turistica di soggiorno invernale ed estivo, fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Nei dintorni vi sono il lago omonimo, gli impianti sciistici di Passo Godi e di Monte Rotondo, gli altipiani del Monte Greco e il Lago Pantaniello, nonché la riserva naturale delle Gole del Sagittario.

L'origine del nome comunemente si fa risalire al latino scamnum (sgabello), perché il colle su cui è stato costruito il centro storico somiglierebbe ad una piccola panca. In realtà il termine è più vicino ai fitotoponimo abruzzesi scandalo e scannèlla che indicherebbero il nome di una varietà rustica di orzo o le località in cui si coltivava.

Come risulta da una lapide romana conservata nel Museo della lana Scanno risulta già abitata in epoca romana, all'estremità nord del territorio dei Sanniti. Un antico insediamento presente nella valle del Sagittario è il pagus Bletifulus, che è stato identificato con un centro minore dei Peligni la cui fortificazione doveva situarsi sulle pedici meridionali del colle di Sant'Egidio. Di questo centro si ha testimonianza viva nelle locali leggende popolari, infatti un mitico re di Battifolo in lotta contro l'Imperatore di Roma o contro il mago Pietro Baialardo compare in una storia sulla nascita del Lago di Scanno. Un'antica lapide inoltre ritrovata in località Acque Vive di Scanno ricorda un decurione di Betifulo.

Durante le invasioni barbariche Scanno rimane illesa per la struttura difensiva dei monti intorno il paese, ma durante le invasioni saracene prima ed ottomana poi invece non subì le stesse sorti.
In questo periodo Scanno ha delle influenze orientali per il vestito femminile del paese.
Infatti il copricapo femminile sembra un turbante, mentre i drappeggi del vestito sono colorati alla maniera orientale.

Durante il Medioevo segue le vicende feudali del contado peligno.

Il terremoto della Marsica del 1915 distrusse completamente Frattura vecchia. Centro che si spostò nel sito originario col nome di Frattura nuova o semplicemente di Frattura. Durante la II guerra mondiale, Carlo Azeglio Ciampi (cittadino onorario) si rifugiò a Scanno, ospitato da una signora del posto.

Nel 1956 è stato girato a Scanno e dintorni il film Uomini e lupi con Silvana Mangano ed Yves Montand.

Monumenti e luoghi d'interesse :

La chiesa dell'Assunta o della Madonna della Valle è a 3 navate. L'esterno è in stile romanico abruzzese (vale a dire romanico in pietra locale). Nelle prime colonne dopo l'ingresso vi sono tracce di affreschi medievali. La facciata a coronamento orizzontale presenta 3 portoni con sopra altrettanti rosoni; il centrale è il più grande. Due pilastri con cuspidi sono posti a rinforzo dopo il terremoto della Marsica del 1915. Dietro l'imponente altare policromo vi è un coro ligneo. Il confessionale è di un certo Mosca. La cappella a destra dell'entrata ospita una statua di Sant'Eustachio, patrono del Paese. In fondo alla navata destra, in prossimità dell'accesso alla sagrestia, vi è un reliquiario. Nella sagrestia vi sono pregevoli mobilie di legno.

Al muro esterno della chiesa di San Rocco-Madonna del Carmelo vi è un affresco rappresentante San Cristoforo e una statua di San Gabriele.

Nella Chiesa di Sant'Eustachio vi sono una Statua di Sant'Agata, una della Fede, una della Speranza e una di Santa Lucia. La chiesa è in restauro.

Nella Chiesa di San Giovanni Battista vi è una mostra di Statue Sacre e di Santi.

Altre chiese sono:

  • la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, contava di un convento, l'interno in sontuosissimo barocco è costellato di stucchi dorati e di pregevoli tele, nonché di un bellissimo organo;

  • la Chiesa di San Michele Arcangelo, sita presso il cimitero;

  • la Chiesa di Sant'Antonio Abate, sita in Strada Ciorla, una targa sulla facciata la vuole costruita da un certo Ercole Ciorla nel 1569, ma è stata costruita invece nel 1515;

  • la chiesa della Madonna di Costantinopoli, sita in Piazza San Rocco presso il monumento ai caduti, la chiesa consta di un affresco nei pressi dell'altare con la scritta De Ciollis A. D. 1418, mentre nella facciata vi è la scritta IOHANNES ET MARINUS DE FAMILIA NARDOTY ANNO 1708;

  • la Chiesa della Madonna delle Grazie sita in via De Angelis, è a pianta a croce greca;

  • la chiesa di San Biagio (distrutta), sita nei pressi del ponte su Via degli Alpini;

e, fuori dell'abitato:

  • Nei pressi del lago vi è la chiesa dell'Immacolata o Madonna del Lago. Nell'interno vi sono dei dipinti di artisti locali e un altare in pietre dipinte.

  • la Chiesetta degli Alpini, sita nei pressi dello stazzo di Collerotondo;

  • la chiesa di San Tommaso (distrutta), sita oltre Porta della Croce proseguendo per Collangelo;

  • la chiesa di San Liborio, è sita a 3 km da Scanno sulla SS 479 Sannitica in direzione Passo Godi - Villetta Barrea, la chiesa, con l'annesso cascinale, è di proprietà privata, ma la festa della chiesa ci celebra ogni 23 luglio;

  • la chiesa di San Lorenzo, in località Jovana (dell'antica Jovana rimane solo la chiesetta, restaurata e riaperta al pubblico nel 1952 da don Pietro Ciancarelli; la festa della chiesa è il 10 agosto, San Lorenzo);

  • la chiesa di San Nicola di Bari a Frattura (frazione di Scanno);

  • inoltre l'eremo di Sant'Egidio, sito sul colle eponimo, tra Scanno ed il lago di Scanno, è stato costruito nel 1612, in cui si celebra la festa di Sant'Egidio dal 1658.

Museo:

Il Museo della lana ospita una mostra di arnesi ed attrezzi agricoli e della lavorazione della lana. Un museo simile è a Frattura col nome di Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, che raccoglie più o meno lo stesso tipo di utensili ed è sito presso la chiesa centrale della frazione di Scanno.

I palazzi principali di Scanno sono:

  • il Palazzo di Rienzo, originariamente sede dell'Università (Municipio) di Scanno, era abitato dai feudatari a titolo di principi,

  • il Palazzo De Angelis, sito in Strada Ciorla 3, di pregevole fattura sono le decorazioni con lo stemma dei De Angelis intorno al portale,

  • il Palazzo Mosca, curioso, di questo, palazzo sono le decorazioni sotto il cornicione, con puttini e serafini danzanti, mentre la facciata principale è barocca,

  • il Palazzo Serafini, sito nel quartiere della "Codacchiola", unico pregio di questo palazzo è lo stemma sopra il portone con tre angioletti serafini,

  • le Case Roncone, con trifora caratteristica ed arco a sottopasso,

  • il Palazzo Serafini-Ciancarelli, sito nella piazza San Giovanni, ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, ha 2 piani, mentre il corpo principale è a 4 piani, rilevanti sono i balconi.

  • il Castellaro, è uno dei palazzi più grandi di Scanno, ed è sito nel quartiere scannese omonimo, è in stile barocco-romanico, ed è a forma caratteristica di T.

  • il Palazzo Colarossi, sito in via Silla 32 chiamato anche la "casina" o l'"altro Palazzo di Rienzo", con portoni e finestre con decorazioni e finestre di mezzanino, il portale ha anche il bugnato a cuscino. Le mensole del palazzo sono zoomorfe,

  • la Casa Tanturri, una pregevole trifora, un puttino e le finestre a taglio rettilineo sono ammirabili da Via De Angelis, particolare è il mascherone forse antropomorfo di Via De Angelis,

  • la Casa Antonio Silla, sito in Via Calata Sarracco 5, con imponente portale con basamento atto a reggere il balcone sovrastante,

  • il Palazzetto Nardillo, sito in Via Porta Sant'Antonio 18, ha un pregevole corniciole, portale barocco con sopraluce curvilineo.

Gli archi principali sono:

  • l'arco di Sant'Eustachio,

  • l'arco di Case Roncone,

  • l'arco della Nocella (forse XVIII secolo),

  • l'arco della Zazzarotta (forse XVIII secolo),

gli archi a Scanno sono suddivisi in 2 tipi:

  • il 1° relativo all'antica cinta muraria,

  • mentre il 2° sono dei sottopassi, a volte con cemmàuse, sorta di ingressi con rampa di scale al lato o ai lati delle pareti esterne dei palazzi/abitazioni.

La cinta muraria medievale è ora stata completamente sostituita dalle case private di cui ne mantengono la forma originaria.
L'unico brandello superstite ad oggi di tali mura difensive è la Porta della Croce (del
XV secolo ricostruita nel XIX secolo), chiamata anche "Porta Villetta Barrea" o "Porta Napoli", così chiamata per le destinazioni cui portava la via oltre tale porta, 1ª a Villetta Barrea, indi proseguendo per Castel di Sangro, Venafro, la provincia di Caserta, infine a Napoli.
La Porta Sant'Antonio, sita nei pressi della Fontana del Pisciarello è stata distrutta,
probabilmente per lasciar transito alle vetture.

La Porta della Croce è realizzata in blocchi di pietra venuti da riciclo da altre costruzioni, ora la parte superiore della porta è ad uso abitativo privato.
Presso la Porta Sant'Eustachio, ov'è la piazza dell'omonima chiesa vi è una torre speculativa, chiamata cosi forse perché simile ad un'altra torre nei pressi della Chiesa della Madonna di Costantinopoli.

A Scanno vi sono la Fontana Sarracco, l'Auditorium "Guido Calogero", la suddetta Fontana del Pisciarello, a Via Roma, dietro la Chiesa di Santa Maria della Valle, vi è la Statua della donna scannese inaugurata nel 2006.

Le feste principali oltre a quella patronale sono:

  • Ju Catenacce (il 14 agosto, rievocazione in costume tradizionale di Scanno del matrimonio scannese)

  • La "Fiaccolata" (il 16 agosto, sorta di Fuochi Artificiali sul lago).

  • Dal 2005 Scanno ospita l'estate organistica - turismo organistico italiano dell'Associazione Culturale Pandora (i concerti si tengono nella Chiesa di Sant'Antonio).

  • Presso un Caffè sito tra Via degli alpini e Via del lago si tengono in agosto i "Sabati letterari", sorta di convegni a tema culturale.

Dal 1972 la cittadina è sede del Premio Scanno.

Il costume femminile di Scanno :

L'isolamento del paese, nel corso dei secoli, fece in modo che il vestito delle donne di Scanno si sviluppò in modo autonomo e privo di modelli a cui ispirarsi, a questo si aggiunse la voglia delle giovani donne di arricchirsi di gingilli costosi, anche se autoctoni, atti ad impreziosire le varie parti del proprio abbigliamento per superare in bellezza, e perché no, ingelosire le amiche e le rivali, così una gonna, per il peso sempre più ricco, arrivava fino alle calcagna. Tuttavia, nonostante l'unicità del vestito, per la tipologia delle sue caratteristiche questo abbigliamento può essere accostato ai vestiti tradizionali femminili della Conca Peligna e dell'Alto Sangro.

Economia:

L'unica attività economica fino al 2° dopoguerra era la pastorizia (le pecore) ed il commercio della lana, ma, con la costruzione della seggiovia di Collerotondo negli anni cinquanta è esploso il turismo.

In passato si fabbricavano vestiti tipici femminili di Scanno. Oggi in Via Roma è rimasto l'ultimo negozio per la vendita o per l'affitto ad ore per matrimoni di questi vestiti tipici.

Molteplici le attività di oreficeria (fabbricazione di presentose ed altri gioielli e femminili).

Per approfondimenti sul paese Vi invitiamo a visitare "Il Portale di Scanno, la perla d'Abruzzo" - http://www.scanno.org

 

Frattura

Frattura di Scanno  (courtesy by Scanno.org)

Frattura è una frazione di Scanno, da cui dista 6 km, in provincia dell'Aquila sita a 1265 metri s.l.m.

Frattura si raggiunge mediante una provinciale che si dirama dalla Statale delle Gole del Sagittario e si diparte dal bivio sito nei pressi del Lago di Scanno tra il lago stesso e Scanno.

 

Anversa degli Abruzzi

 

Anversa degli Abruzzi

 

Anversa degli Abruzzi è un comune italiano della provincia dell'Aquila in Abruzzo formato da 402 abitanti. Fa parte della Comunità Montana Peligna. È annoverato tra i borghi più belli d'Italia.

Nelle zone circostanti tra il Cenozoico ed il Mesozoico si è avuta un'orogenesi per sedimentazione carbonatica (le rocce nei dintorni contengono carbonati vari, tra cui principalmente carbonato di calcio sotto forma di calcare compatto).

Nel XX secolo la popolazione subisce un notevole calo demografico (specialmente per luoghi che offrono possibilità di lavoro migliori, tra cui Sulmona).
La popolazione passa dai 1934 abitanti nel 1901, agli attuali poco più di 400 abitanti.

Nel 1997 ad Anversa viene istituito il Parco Letterario Gabriele D'Annunzio(Si ricorda che D'Annunzio ha ambientato ad Anversa degli Abruzzi uno dei suoi capolavori: "La fiaccola sotto il moggio" di cui la fiaccola, secondo una leggenda popolare è il rudere del castello normanno, tale castello appartenuto alla famiglia Di Sangro, al visitatore, pare avere la forma di una fiammella).

Nel territorio del comune si trova la Riserva Naturale Guidata Gole del Sagittario - Oasi WWF di Cavuto.

 

 

Castrovalva

 

Castrovalva (courtesy by trekearth.com- mongibello)

Castrovalva è una frazione di Anversa degli Abruzzi, in provincia dell'Aquila.

L'abitato è sito su uno sperone roccioso che si erge dalla Cresta di Sant'Angelo, a 820 metri sul livello del mare. Il paese conta 26 abitanti.

L'antico borgo fortificato che dominava l'alta valle del Sagittario controllava uno degli accessi della Valle Peligna. Il borgo fortificato di Castrovalva ha le caratteristiche di un insediamento su di un crinale dove prevale l'utilizzo della pietra. In alcuni casi gli edifici versano uno stato di semi-abbandono tuttavia si può riconoscere l'architettura tradizionale. L'edificio posto sull'estremità dello sperone roccioso parrebbe essere, a prima vista, la residenza del signore feudale ma mancano studi a prova di ciò.

 

Cocullo

 Cocullo (courtesy by Comune di Cocullo)

Cocullo è un comune italiano di 285 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna.

Centro agricolo dell'alta valle del Sagittàrio, situato su un colle, estrema propaggine meridionale del monte Catini (1.319 m).

Tra le principali opere del centro storico di Cocullo vi è la torre medievale in muratura. Questa torre è stata riciclata come campanile della chiesa di San Nicola.

La chiesa risulta citata nel XIV secolo e danneggiata nel terremoto della Marsica del 1915 ma poi mai restaurata. La facciata mostra vari interventi di modifica, ora, sconsacrata, ne rimangono pochi avanzi di scarso interesse architettonico. Sopra il rosone della Chiesa di San Nicola rimane lo stemma che ricorda il duca Sarchia. Il duca Sarchia è un duca leggendario ucciso per porre fine allo Jus primæ noctis, il quale aveva il "vizio" di porre tale barbara usanza alle donne appena sposate.

La chiesa della Madonna delle Grazie risale al XIII secolo. In seguito è stata più volte modificata. La facciata comprende un rosone, un architrave riproducente l'Agnus Dei, due statue del XVI secolo poste in due distinte edicole. Il portale è sormontato da una lunetta ogivale. Un secondo portale è del 1552. L'interno è ad un'unica navata è modificato nel XVIII secolo ma ancora contenente gli affreschi originari del '500 identificanti la "Deposizione", la "Crocifissione" ed un trittico di Sant'Antonio, della Maddalena e di Sant'Amico. La chiesa attuale è stata ricostruita interamente nel XX secolo.

Il 1° giovedì di maggio la chiesa è meta di fedeli accorsi per la festa patronale,  la Festa di San Domenico, ed è suggestiva la festa dei serpari e la pantomima del lupo.

La chiesa di San Domenico risulta già eretta nel XVII secolo. I fedeli accorsi ivi, compiono la cerimonia della campanella tirandola coi denti.

Di particolare rilievo vi è la cinta muraria racchiude tutto il rione di San Nicola ed il resto del centro storico caratterizzati da viuzze tortuose, bifore e botteghe medievali, portali e case signorili dei secoli scorsi tra cui Casa Marano e Casa Squarcia. Porta Ruggeri è ad arco a sesto acuto, prende il nome dal ramo della famiglia di Celano. È sita vicino alla torre medievale. Porta Renovata è sita presso la valle a sud. Porta di Manno. È stata costruita direttamente sulla nuda roccia dello sperone del cocuzzoletto ove sorge Cocullo.

 

Bugnara

Bugnara (courtesy by Comune di Bugnara)

Bugnara è un comune italiano di 1.193 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna ed è anche annoverata nell'associazione de "I borghi più belli d'Italia" dall'estate del 2007.

Provenendo dalle belle gole scavate dal fiume Sagittario, il centro abitato è il primo paese della conca di Sulmona posto sull'antica strada Sannitica che porta fino a Scanno e successivamente a Villetta Barrea.

Bugnara sorge ai piedi del Colle Rotondo (912 metri) e del monte Genzana (oltre 2000 m) ed il suo territorio è delimitato a nord dal fiume Sagittario, dominando dall'alto tutta la Valle Peligna con un abitato quasi del tutto concentrato attorno alla rocca dominata dal Castello Ducale.

Da segnalare è la serata di "Romantica, cuori sotto le stelle", giunta alla quinta edizione (2010). Notte bianca dalle 22 alle 6 del mattino caratterizzata da stand eno-gastronomici, balli, musiche dal vivo, sfilate di moda, esposizioni di fiori, piccole rappresentazioni teatrali e mostre di fotografia.

Il Festival Internazionale dei Fioristi  è di norma collegato ad una Lotteria di Beneficenza il cui ricavato, gestito dal Club dei Borghi più belli d'Italia, sarà destinato alla ricostruzione delle particolarità del patrimonio artistico culturale dei Borghi abruzzesi danneggiati dal sisma. L'evento, come di consueto, sarà caratterizzato dalla preziosa opera artistica dei migliori fioristi di tutto il mondo che impreziosiranno gli angoli del borgo antico di Bugnara. La manifestazione ha avuto come ospite un artista di caratura internazionale, Morris Albert (l'autore di Feelings). Nel 2009, la manifestazione è iniziata la sera del 1 agosto e si è tenuta per tutta la notte fino all'alba del giorno dopo.

Altro evento di notevole importanza a livello locale è la Sagra del Formaggio che oramai è giunta alla ventesima edizione (nel 2010) e che usualmente viene programmata nella prima metà di giugno presso la piazza principale del paese (SS. Rosario); questo appuntamento gastronomico richiama ogni volta dalle 2000 alle 2500 persone ma, di anno in anno, va ad imporsi sempre più con notorietà nel palcoscenico delle sagre della regione Abruzzo. Vengono proposti i formaggi di produzione tipica del posto, da quelli freschi a quelli stagionati, le ricotte e i primi piatti tutti ovviamente a base di formaggio. La serata è sempre allietata da intrattenimenti musicali e ripropone l’evento dimostrativo della “Cagliata”, ovvero la creazione del formaggio con l’antico metodo usato dai pastori bugnaresi. La manifestazione viene organizzata e curata dall'associazione Pro-loco del paese.

Come monumenti e luoghi di interesse sono da segnalare:

  • Chiesa Madonna della Neve
  • Chiesa del Santissimo Rosario
  • Chiesa Madonna degli Angeli
  • Chiesa Madonna delle Grazie
  • Chiesa San Francesco da Paola sita presso la Contrada Pescara
  • Chiesa Santa Maria della Pace sita a Torre dei Nolfi
  • Chiesa Madonna del Buon Consiglio sita a Torre dei Nolfi
  • Chiesa San Giuseppe sita presso la Contrada San Giuseppe

 

Introdacqua

 

 Introdacqua (courtesy by introdacqua wordpress.com)

 

Introdacqua è un comune italiano di 2.053 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna. Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Introdacqua deriva dal latino "inter aquas", ossia "dentro le acque", a significare l'abbondanza di sorgenti nel territorio.

La Storia:

• IX sec., la grande disponibilità di acque utili per l'agricoltura, grazie alla presenza di numerose fonti in montagna e ruscelli che scorrono nelle colline poste tra le valli di S. Antonio e di Contra, inducono i monaci della potente abbazia di S. Clemente a Casàuria, a mandare coloni in questo luogo per coltivarvi le terre di loro proprietà. Nasce così una prima comunità organizzata che dipende dall'abbazia e sarà poi feudo di diverse nobili famiglie, tra le quali sono da ricordare i D'Aquino e i Trasmondi. Nel XIII sec. sorge il castello con funzioni difensive, trovandosi Introdacqua coinvolta nelle lotte interne sulmonesi.
• 1400 ca., viene eretto il palazzo marchesale.
• 1474, inizia la costruzione della chiesa madre, che sarà terminata intorno al 1510.
• 1654, si verifica il primo dei terremoti di cui si ha notizia; seguono quelli del 1703, 1704, 1706, 1915.
• XIX-XX sec., tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e gli anni '50 del Novecento, molti introdacquesi sono costretti dalle cattive condizioni di vita ad emigrare, soprattutto negli Usa. Per tutti coloro che vivono all'estero, le feste d'agosto in onore dei Santi Protettori sono l'occasione per tornare nel borgo.

Monumenti e luoghi di interesse artistico:

Il campanile seicentesco, costruito in pietra locale, ben simboleggia la solidità di Introdacqua,  se è vero che ha resistito, senza nemmeno scalfirsi, a quattro o cinque terremoti.  Gli fa da pendant, nella parte alta del borgo, la torre medievale (XIII sec.) che qui chiamano "il castello". Si tratta in realtà di un dongione, una tipologia difensiva poco diffusa, non adatta a contenere la dimora del feudatario. Il muro di cinta, a pianta esagonale, ha il lato di m. 7,30, mentre la torre, a pianta quadrata, ha il lato di m. 5,20. Intorno a lu castiélle si sviluppa la parte antica dell'abitato, con i suoi scorci caratteristici, con le case che fanno da corona alla torre che è l'icona di Introdacqua, l'immagine che subito entra nella visuale percorrendo il viale d'accesso al borgo.
 
La Chiesa Madre è stata costruita intorno agli anni 1474-1510. Ha l'interno basilicale a tre navate, di armonica solennità, con un bell'altare barocco. Vi sono custodite le spoglie  di S. Feliciano, protettore del paese. A destra del portale sud c'è un affresco dedicato a S. Cristoforo. La sua attuale collocazione al di sotto del piano stradale è dovuta ad un'alluvione che ha colpito il paese. Aveva il soffitto a lacunari con 1200 riquadri raffiguranti ognuno una testa d'angelo, perduti in occasione dei restauri. La chiesa della Santissima Trinità, edificata sulle rovine della chiesa di S. Panfilio, che  era stata sommersa dalla stessa alluvione che colpì la Chiesa Madre, fu ultimata nel 1706. La chiesa campestre di S. Giovanni Battista si può far risalire intorno al Mille e conserva alcuni affreschi originari.
 
La Fontana vecchia è una costruzione in pietra viva, costituita da un parapetto a cortina con una vasca-abbeveratoio rettangolare per la raccolta dell'acqua. Sotto la cornice di coronamento presenta lo stemma in pietra del paese, con la data di costruzione, 1706, e la scritta in latino con i nomi dei massari dell'epoca. Furono loro a volere la grande fontana che è stata per lungo tempo l'unica fonte di approvvigionamento per gli abitanti, altrimenti costretti a recarsi alla sorgente detta la fonte delle streghe.
 
La chiesa di Sant'Antonio, posta in amena posizione a m.735 s.m. , fu costruita nel 1518 in onore del santo invocato come protettore contro il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio.  La chiesa dell'Addolorata, si trova nel nucleo urbano. Al suo interno vi si conservano le statue di Cristo Morto  e dell'Addolorata, che vengono portate in processione il Venerdì Santo.
 
Il palazzo marchesale, detto anche Trasmondi dal casato degli ultimi feudatari di Introdacqua, risale al 1400. Piazzato al centro del paese con la sua mole imponente, è custode di segreti legati al potere feudale. Per la gente del posto è Còcciatuòste, dal soprannome di un membro della famiglia Susi, che nel 1855 qui fece nascondere lo scrittore e patriota Panfilo Serafini, fuggiasco da Sulmona. In anni lontani vi si era rifugiato, ospite dei D'Aquino, anche Giovanni Quatrario, l'umanista amico di Petrarca.  Delle due porte dette della terra, in passato munite di pesanti battenti che venivano chiusi al sopraggiungere della notte o in caso di pericolo, la più interessante è quella rivolta a nord, posta a ridosso del palazzo marchesale.  Lo stemma quadripartito in pietra che la sovrasta è quello della famiglia Trasmondi.

Tutt'intorno, i boschi degli antichi Peligni sono ricchi d'acqua, di ombra e di frescura.

Nell'estate del 2007, nel paese si è svolta la prima edizione di "Muntagninjazz", festival di musica jazz.

 

Sulmona

 

Sulmona (courtesy by sulmona.boxmail.biz)

Sulmona è un comune italiano di 25.212 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico, concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Il nome della città deriverebbe infatti da Solimo (Σωλυμος in greco antico), uno dei compagni di Enea. Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonostante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale.

Sulle alture del monte Mitra si hanno testimonianze archeologiche dell'oppidum, uno degli insediamenti fortificati più grandi dell'Italia centrale. Si tratta di una zona, posta più in alto della sede attuale della città, che assunse la sua posizione tra i due fiumi Gizio e Vella solo nel periodo romano. La Valle Peligna, sede della vera e propria urbs deriva il suo nome dal greco peline = 'fangoso, limaccioso'. Infatti, in età preistorica, la conca di Sulmona era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio, verso il mare, dell'acqua crollò: in compenso il terreno rimase fangoso e fertile.

Durante l'epoca romana, Sulmona fu sede di uno dei tre municipi peligni assieme a Corfinium e Superaequum. Nell'81 a.C. si ha il secondo avvenimento narrato dagli storici, ossia la distruzione della città da parte di Silla, a seguito della ribellione per ottenere l'integrale applicazione della Lex Cornelia de Suffragiis. Dopo trentadue anni, però si ebbe la rinascita, con la costituzione di una guarnigione pompeiana, che dovette arrendersi, per l'ennesima rivolta dei sulmonesi, a Marco Antonio, inviato da Cesare.

La data storica più importante per Sulmona è il 43 a.C., anno di nascita dell'illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore dell'amore e delle Metamorfosi, poi relegato a Tomi, in Romania dall'imperatore Augusto (più esattamente egli fu "relegato" e la relegatio a differenza dell'exilium non comportava la perdita della cittadinanza romana e dei diritti conseguenti né comportava la confisca dei beni). Dalle iniziali del celebre emistichio ovidiano Sulmo Mihi Patria Est, la città ha preso le lettere contenute nel suo stemma, 'SMPE'.

Le tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel tempio di Ercole curino, posto ai piedi del monte Morrone in cui, secondo un'antica leggenda, vi sarebbero i resti della villa di Ovidio. Le ricerche hanno portato alla luce una copia in bronzo rappresentante l'Ercole in riposo, oggi custodito nel Museo archeologico di Chieti. Si tratta di un bronzetto, dono di un mercante, databile intorno al III secolo a.C., rappresentante l'eroe appoggiato col braccio sinistro sulla clava da cui pende una pelle di leone: viene considerato uno dei capolavori della piccola plastica antica. Oltre all'Ercole, sono stati ritrovati materiali architettonici e immagini votive.

La tradizione fissa nel III secolo l'avvento del Cristianesimo: inizialmente il territorio peligno era costituito da un'unica grande diocesi, quella di Valva, a cui si aggiunse quella di Sulmona, dopo controversie nate con il capitolo di Corfinio. Tuttavia la prima notizia di un vescovo sulmonese risale al V secolo. La dinastia degli Svevi agì a sostegno di Sulmona costringendo il vescovo a porre la sua sede entro le mura della città.

Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale, uno dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo. Dal punto di vista politico, Sulmona divenne comune sotto i Normanni e, unita alla Marsica, costituì un'unica grande provincia. Federico II, grazie agli statuti di Melfi, promosse la città a capitale e sede della curia di una delle grandi province in cui divise la parte continentale del regno. Infine Sulmona fu sede del giustizierato e di uno studio di diritto canonico equivalente a quello di Napoli. Importantissima, inoltre, la disposizione per cui delle sette fiere annuali che si tenevano in sette città del regno, la prima si svolgesse a Sulmona ("primae nundinae erunt apud Sulmonam") dal 23 aprile all'8 maggio.

Alla fine del XIII secolo, Sulmona seguì da vicino la vicenda dell'unico papa dimissionario, fra' Pietro da Morrone, meglio conosciuto come papa Celestino V. Oltre alla vicenda più nota bisogna ricordare l'istituzione a Sulmona della congregazione monastica degli eremiti di San Damiano, poi detti Celestini. La cella di Celestino V è ancora visitabile nel vicino Eremo di Sant'Onofrio al Morrone

La caduta degli Svevi portò all'avvento degli Angioini, che osteggiarono fieramente la città, non perdonandole la fedeltà a Federico II e il successivo appoggio al giovane Corradino. Così Sulmona venne privata del giustizierato e poi della facoltà di diritto canonico. Nonostante tutto nel XIV secolo la città triplicò la sua superficie e si cinse di una seconda cerchia di mura e di ben sei porte. Sempre in questo secolo si costruì il palazzo dell'Annunziata, dapprima asilo per orfani, poi ospedale e oggi uno dei simboli della città.

Nel corso del XVI secolo nacque la Scuola Orafa Sulmonese, i cui manufatti esponevano il marchio SUL. Si ebbe la nascita dell'industria della carta e furono impiantati vari opifici lungo il fiume Gizio. Anche il commercio ebbe una notevole crescita, grazie al mercato di stoffe preziose (la seta sermontina). Venne innalzato, inoltre, il campanile dell'Annunziata che è ancora oggi la costruzione più alta della città, con i suoi 65,5 metri. Alla fine del secolo, infine, fu introdotta l'arte della stampa, grazie al letterato e studioso ovidiano Ercole Ciofano. Vennero edite le opere di Ovidio e pubblicati i capitoli della Giostra Cavalleresca.

Nel 1656 fu anche dismessa la Giostra Cavalleresca che si teneva due volte l'anno, per mancanza e disapplicazione dei cavalieri, oltre che per la terribile peste: la manifestazione è rinata nel 1995. Ma il Seicento fu anche il secolo in cui le chiese sulmonesi vennero dotate degli organi di tipo italiano opera di organari locali, tra i quali Marino e Vincenzo da Sulmona, che realizzarono in San Pietro a Roma l'organo della cappella gregoriana.
Il 3 novembre 1706, tre anni dopo quello dell'Aquila si verificò un disastroso terremoto che distrusse l'intera città e che risvegliò la cittadinanza. Erano le 21.30 circa. I morti furono oltre mille (oltre 1/4 della popolazione). Molti i danni: fu semidiroccata la cattedrale (con rovina degli affreschi, crollo delle volte e della copertura, danneggiamento della facciata e dell'abside); rimasero rovinate tutte le chiese antiche, alcune delle quali non più ricostruite, rovinate le porte urbiche, caduti a terra tratti di mura, crollate alcune arcate dell'acquedotto medioevale. Poco rimase dei palazzi e chiese che Sulmona vantava.

L'Ottocento segnò un nuovo periodo di rinascita, in cui il nodo ferroviario sulmonese, grazie alla sua strategica posizione, ebbe notevole sviluppo e con esso si ebbe una eguale crescita economica e demografica. Nel 1889 nacque un'altra grande personalità della città, Giuseppe Capograssi, insigne studioso di filosofia del diritto.

Il Novecento è stato caratterizzato da periodi di alterna fortuna, tra i quali vale la pena ricordare la costruzione nel 1922 del teatro comunale, la ricostruzione dello storico cinema Pacifico e il passaggio del giro d'Italia nel 1911, nel 1992, quando fu sede di traguardo di tappa, e nel 2009 quando fu sede di partenza di tappa

Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni e, vista la sua posizione a ridosso della Linea Gustav, vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo viario e ferroviario strategico. Nonostante tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a partire dalla visita del primo presidente della Repubblica Enrico De Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostituito l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per vendicarsi di una rivolta popolare del 1929.

Monumenti e luoghi di interesse:

Architetture religiose:

  • Cattedrale di San Panfilo

  • Complesso dell'Annunziata

  • Chiesa di San Francesco della Scarpa

  • Chiesa di Santa Maria della Tomba

  • Badia Morronese

  • Eremo di Sant'Onofrio al Morrone

  • Santuario di Ercole Curino

Architetture civili:

  • Palazzo Sardi

  • Palazzo Sanità

Architetture militari:

  • Porta Romana

  • Porta Napoli

Aree naturali:

  • Parco Fluviale Augusto Daolio

Biblioteche:

  • Biblioteca comunale "Publio Ovidio Nasone"

  • Archivio di Stato dell'Aquila sezione di Sulmona

  • Biblioteca diocesana (POLO MUSEALE DI SANTA CHIARA)

  • Agenzia regionale per la promozione culturale

  • Biblioteca Convento di Sant'Antonio

  • Biblioteca Convento di San Francesco di Paola

  • Biblioteca - Emeroteca della Casa per la Pace di Sulmona

Musei:

  • Museo Civico

  • Museo dell'Arte e della Tecnologia Confettiera

  • Museo del costume popolare abruzzese-molisano e della transumanza

  • Museo di Storia Naturale

  • Museo Diocesano di Sulmona

  • Museo archeologico "in situ"

Eventi:

  • Venerdì Santo: Processione del Cristo morto

  • Domenica di Pasqua: "Madonna che scappa" in piazza

  • 27 marzo: festa dei "Fuochi di San Giuseppe" in Piazza Maggiore

  • Aprile: Certamen Ovidianum Sulmonense, concorso internazionale di latino riservato agli studenti del liceo classico (ora arrivato a dieci edizioni), organizzato dal Liceo Classico "Ovidio".

  • Fine aprile: "Il Sentiero della Libertà" marcia rievocativa dell'avventuroso sentiero che, negli anni dell'occupazione tedesca, superava, attraverso la Maiella, la Linea Gustav e raggiungeva le terre liberate dagli Alleati. Ideata nel 2001 dal Preside del Liceo scientifico Ezio Pelino, fu inaugurata dal Presidente Ciampi, attualmente organizzata dall'Associazione "Il sentiero della libertà", Sulmona

  • Luglio-Agosto: fiera dell'Assunta e sagre popolari

  • Luglio - Agosto: Giostra Cavalleresca di Sulmona e d'Europa.

  • Agosto 17-18-19: Estatecelestiniana - Eremo di S.Onofrio

  • Agosto 26-27 2008: Sulmona Rock Festival - Eremo di S.Onofrio

  • Settembre: Premio Sulmona di arte contemporanea (diretto da Gaetano Pallozzi)- Chiostro dell'ex Convento di Santa Chiara

  • Settembre: Premio Sulmona di giornalismo e critica d'arte (diretto da Gaetano Pallozzi)- Chiostro dell'ex Convento di Santa Chiara

  • Ottobre: Concorso Internazionale di cantolirico "Maria Caniglia"

  • Ottobre: Concorso Internazionale di pianoforte "Città di Sulmona"

  • Da ottobre ad aprile: stagione concertistica della Camerata Musicale Sulmonese

  • Novembre: Sulmonacinema Film Festival festival del giovane cinema italiano a concorso. "Sulmonacinema"

  • Dicembre - Premio nazionale "Un giorno insieme - Augusto Daolio - Città di Sulmona" per cantautori e gruppi emergenti (organizzato dall'associazione culturale Premio Augusto Daolio in collaborazione con il Nomadi fans club "Un giorno insieme").

 

Fonte  testi:  Wikipedia, l'enciclopedia libera  - "I Borghi più Belli d'Italia".

 

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Ultimo aggiornamento: 29-01-14.