Portale web di promozione turistica per Villalago (AQ), l'antica Villa de Lacu, oggi annoverata nel Club dei Borghi più Belli d'Italia

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Luoghi di valenza artistica e storica per Villalago...

 

 

Il Torrione: che oggi ospita il Museo dell'Arte Contadina

 

Arroccamento e "incastellamento" sul Monte Argoneta intorno al 1230...

 

Dovendo assolutamente ammettere l'esistenza di Villavecchia (n.d.r... antica località chiamata anche Villa Chiana, formata oggi da una collina che guarda  sull'attuale Lago Pio, nei pressi della R.S.A.)  che forse gradatamente polarizzò la convergenza dei coloni degli altri borghi circostanti, è quasi certo (come avvenne per Scanno) il suo arrocamento sul Monte Argoneta per garantirsi una difesa valida.

 

L'antica primitiva Villalago sul Monte Argoneta fu costituita dall'agglomerato di case costruite nei vichi di tre toponimi moderni: "Sambucata", "Vicinate de Miezz' ", "Colle" con un prolungamento o, meglio, isolato attorno all'attuale chiesa parrocchiale, "casa de la Villa dove sono le grane" , circondata da stalle che si estendevano verso il Precone (n.d.r... altura dalla quale il banditore civico- appunto il precone- urlasse per comunicare a tutti notizie di comune interesse).

Basti notare da lontano, oppure vedere una chiara fotografia, per rendersi personalmente conto, con un sol colpo d'occhio, della patina ferrigna che i secoli hanno impressa sulle mura di case decisamente distinto da tutto il resto.

 

Gli abitanti di quell'antica Villalago forse provennero da Villa Vecchia, Casale ecc. e da Scanno Vecchio...

 

Scanno Vecchio che si chiamava Sant'Angelo sorse e prosperò sulle rovine di Betifùlo nei pressi  delle Acquevive (n.d.r...località ancora oggi presente sul Lago di Scanno). Incendiato nel 1229 dai Guelfi che distrussero tutte le terre dei Di Sangro perché avevano parteggiato per l'Imperatore Federico II, nel 1230 Sant'Angelo si fuse (per "incastellazione" o "incastellamento") con Scanno sul Monte Paliano (dove ancora oggi sorge la Chiesa di S.Eustachio). può darsi che in tal periodo un gruppo ben nutrito di abitanti di Sant'Angelo (coloni affittuari di terreni appartenenti al Monastero di S.Pietro in Lago) abbiano preferito arroccarsi, per maggiore tranquiliità, sul Monte Argoneta, come accennato in precedenza, insieme agli abitanti di Villavecchia...

 

 

Probabilmente anche Villalago era stata distrutta ed incendiata dai Guelfi. Nel 1227 Papa Gregorio IX scrisse al Vescovo di Valva e agli altri Vescovi d'Abruzzo avvertendoli della scomunica comminata a Federico II...

 

A quel tempo Villalago era terra di S.Pietro in Lago anche se "ufficialmente", per le autorità civili, apparteneva ai Di Sangro che, d'altronde, tentavano di sganciarla dal Monastero per renderla loro feudo senza mai riuscirvi completamente soprattutto per volontà del popolo che voleva il dominio "paterno" dei Monaci per i quali nutrivano ed esternavano sentimenti di gratitudine per il progresso della loro terra...

 

Il parallelismo di eventi storici tra Scanno e Villalago che si trovavano in uno stesso ambito territoriale dove spesso sono state comuni le calamità naturali; contemporanea forse l'esistenza e la distruzione di Fluturno e Betifùlo, di Scanno vecchio e di Villa vecchia; contemporanei forse "l'incastellamento" e l'arroccamento (dopo le distruzioni da parte dei Guelfi) di Scanno vecchio e di Villa vecchia rispettivamente sui Monti Paliano ed Argoneta con gli abitanti di altri luoghi...

 

 

Perciò se Sant'Angelo (Scanno vecchio), come risulta da molti documenti rinvenuti, si "incastellò" con Scanno arroccandosi sul Monte Paliano nell'anno 1230, possiamo ritenere che Villalago si sia arroccata sul Monte Argoneta in modo massiccio più o meno nello stesso anno; se gli abitanti "incastellati" concessero che un vicinato del nuovo Comune fosse chiamato "Vicinato di Scanno vecchio", dov'era ubicato questo "vicinato"?.

 

Nei Catasti più volte ricordati si nominano il "Colle", il "Vicinato della Casa Infocata", mai il "Vicinato de Miezz' ". Si ha l'impressione allora che proprio il "Vicinato de Miezz' " o parte di esso, sia stato il "Vicinato di Scanno vecchio"...

 

Risulterebbe da testimonianze, inoltre, che almeno la "Sambucata" fu costruita o ricostruita o addirittura ingrandita tra il 1400 e 1500 come fortilizio. Al di là delle date, si ha la netta sensazione, dettata da intuizione, che l'acropoli dell'attuale Villalago, per la sua posizione, sia stata una "stazione vedetta" abitata da sempre da pochissimi abitatori militari o "esperti" specie nel periodo longobardo-franco.

 

Ne sarebbero testimonianza ulteriore i "coro-toponimi" come Argatone, Argoneta, Collangelo, Sant'Angelo, l'edicola di San Michele Arcangelo all'Arapezzana (di cui come è noto i Longobardi erano devoti) avendolo scelto come loro Protettore; l'origine delle Ville, il toponimo Valle Franchitta, sono chiari indizi della loro presenza nel nostro territorio.

 

 

Particolare del Torrione

 

 

E' risaputo anche che i Longobardi amavano le alture dove costruivano castelli, torri e torrioni, mura per difendersi da eventuali nemici. Non sarebbe perciò del tutto arbitraria l'ipotesi che i Longobardi, istituendo il Gastaldato di Valva, abbiano costruito sulla vetta del Monte Argoneta, torri-vedette introducendo il culto di San Michele o riattivate le vecchie torri di "stazione" dell'antica Corfinio da cui non si mossero più un gruppetto nutrito di abitatori costituenti "LA VILLA"...

 

Corfinio certamente fu interessata alla Gola del Sagittario. A Castrovalva, ad esempio, si vedono "ancora tratti di mura ciclopiche, ruderi di antico castello, forse stazione militare di Corfinio, tracce di vecchio acquedotto" come riporta il Colarossi-Mancini...

 

 

 

 

Come risaputo i Castrovalvesi, indicano alcune zone dove Corfinio relegava i prigionieri di guerra. Tutto ciò collima con al tradizione orale del popolo di Villalago, relativa al TORRIONE che insieme ad altre TORRI distrutte servirono come prigione all'antica Corfinio.

 

Andando, perciò a ritroso nel tempo, abbiamo raccolto tutti gli indizi degni di una certa considerazione storica e pertanto si può concludere che:

  • il Colle di Monte Argoneta fu abitato forse saltuariamente nei diversi periodi storici;

  • il TORRIONE ed altre torri scomparse servirono forse da prigione all'antica Corfinio (a.C.) quando forse esisteva l'antica FLUTURNUM ai piedi del Monte Rovere;

  • il TORRIONE e le altre torri forse vennero occupate dai Longobardi (scesi in Italia nel 568), dai Bulgari (venuti nel 600 circa), dagli Ungari (presenti nel 937) almeno di passaggio e servirono come torri vedette che, come si sà, facevano segnalazioni convenzionali ad altre con fumo di giorno e col fuoco di notte;

  • intorno ai "pochi abitatori della terra" che dovettero certamente custodire tali torri, crebbe il primo nucleo de LA VILLA che divvene Grancia S.Maria sotto i Benedettini del Monastero di S.Pietro in Lago;

  • nel 1230 ci fu "l'incastellazione" di villici delle altre borgate locali e l'arroccamento definitivo sul Monte Argoneta;

  • dopo il 1568 Villalago divenne UNIVERSITAS libera indipendente e autonoma raggiungendo la cifra di 450 abitanti.

 


La Torre della Libertà o dell'Unità

Per quanto riguarda la Torre del "Vicinate de miezz'" forse essa venne eretta a simbolo  e ricordo dell'unità raggiunta dai borghi "incastellati": Villavecchia, Casale, Scanno vecchio (Sant'Angelo). Ma, per carenza assoluta di fonti, fluttuando tra le sabbie mobili della storia locale, ci è più epicamente caro ritenere che essa sia stata costruita dopo l'affrancamento definitivo dai Belprato nel 1568. Dopo tale evento, gli amministratori locali, capitanati dal Barone Gatta (?), costruirono o ricostruirono detta torre che prese il nome di Torre della Libertà che si aggiunse a quella del Colle che è chiamata il Torrione.

La rotondità di quest'ultimo, da quell'altura, permetteva la vigilanza su tutto il territorio di Villalago fino ad Anversa (da un lato della Valle)  e fino a Scanno (dall'altro lato). La storia della primitiva Villalago resta strettamente legata a queste torri, simbolo di unità, fierezza e libertà. Non si spiegherebbe altrimenti come Villalago (toponimo ideografico legato al Lago ed ai laghi) avesse scelto per stemma una torre se non ammettendo appunto il ricordo dell'unità raggiunta nel 1230 con "l'incastellamento" dei villici sul Monte Argoneta e della libertà riconquistata e riconsolidata nel 1568 dopo l'eccezionale vittoria sui Conti Belprato.

 

Panorama di Villalago ai giorni nostri

 

 Veduta della Piazza Celestino Lupi

 

  La Chiesa di S.Maria di Loreto vista dalla Piazza Celestino Lupi.

 


Il Vecchio Municipio e la Torre Civica con l'orologio

che ospita il Museo delle Tradizioni Popolari del Lavoro e la Biblioteca

 

 

 

La Torre Civica con l'orologio

 

 

 

I caratteristici "suppuort" nella parte alta del paese

 

I caratteristici "suppuort" nella parte alta del paese

 

I caratteristici "suppuort" nella parte alta del paese

 

I caratteristici "suppuort" nella parte alta del paese

 

Il Campanile della Parrocchia S.Maria di Loreto

 

 

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Ultimo aggiornamento: 29-01-14.