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Stampa d'epoca: Costume di Villalago
N.d.R. "Per cercare di trattare al meglio questo "delicato" argomento ci affideremo, in parte, ancora alle parole scritte da Padre Antonio M. D'Antonio nel suo saggio su "Villalago, storia-leggende-usi-costumi ", già più volte citato in questo portale web. Un recente saggio intitolato "Villalago in Immagini", edito da L'Atelier, affronta in maniera concreta l'argomento in questione trattandolo, questa volta, attraverso l'utilizzo di immagini d'epoca.
Graziosa, emancipata, in linea con la moda, la donna villalaghese si è elevata culturalmente frequentando scuole di ogni rango e grado, inserendosi in attività per lo più svariate nel contesto del mondo contemporaneo. Fino al dopoguerra (nd.r. ...60 e passa anni orsono) fu compagna inseparabile dell'uomo rurale, anche lei agricola, condividendone fatiche e sudori. Fu " laboriosissima" dice il Tanturri (n.d.r. noto studioso abruzzese autore di libri anche sugli usi e costumi delle popolazioni autoctone, di Scanno e Villalago) al pari dell'uomo. I vezzi dialettali, non la rendono simpatica al primo acchitto; il tono della voce è aspro e stridulo e forte specie quando canta. Un canto non vibrato nè catalizzato da sentimenti profondi. E' quasi svanito del tutto il sentimento religioso che sosteneva le donne di un tempo. Vive la crisi dei valori acutizzata in questa seconda metà del secolo (n.d.r. ricordiamo che chi scrive lo fa alla fine degli anni '70). Il "femminismo", nella più esagitata accezione del termine, non registra finora casi eclatanti: la famiglia resta la suprema aspirazione della donna villalaghese ed il fondamentale punto d'unione e di coesione.
Il Tanturri, nella nota monografia su Villalago scritta nel 1858, scriveva testualmente che vi erano a Villalago "una quindicina di vecchie che non seppero rinunziare ad un adobbamento (cappelletto) che tutte, un secolo fa, usavano come le donne di Scanno".
Stampa d'epoca che riporta la dicitura: "Contadina di Villalago" Di concerto il Comm.re F. Di Rienzo scriveva che "in un salone della reggia di Capodimonte in Napoli si ammirava, nello scorso secolo (n.d.r. ...si ignora se esista ancora), un mobile nel cui legno era bellamente incastonata una serie di medaglioni in porcellana, prodotto dalla rinomata fabbrica creata da Carlo III riproducenti costumi del Regno delle Due Sicilie. In uno di essi era raffigurata una coppia, uomo e donna, vestiti alla medesima foggia usata a Scanno e sotto la indicazione "Frattura". Il che ricorda che a tutto il 1700 in entrambi questi paesi, che avevano pari importanza per popolazione e per altro, si vestiva alla maniera orientale. Possediamo una stampa colorata della metà del 1700 riproducente il modo di vestire delle donne di Villalago. Anche in essa caratteri orientali come per Scanno e per Frattura." Questa stampa è stata riprodotta nei suoi colori naturali ed inviata a noi con estrema signorilità dall'illustrissimo figlio di "Don Ciccio" il Comm.re Antonio Di Rienzo che ringraziamo di vero cuore. E' indubbio l'identità del costume con quello di Scanno.
Coppia in Costume del 1700 - Villalago (o Frattura ?) Se è vero che gli abitanti di "Scanno vecchio" furono "incastellati" in parte dai Villalaghesi, potrebbe essere valida l'ipotesi d'un filone scannese in Villalago semprechè di riuscisse a dimostrare che gli abitanti di Sant'Angelo (Scanno vecchio) costumassero tale foggia di vestito. Se ci è lecito esprimere un modesto personale parere riteniamo trattasi o di qualche caso sporadico (di Scannesi trasferitisi a Villalago dove si sà aveavno molti terreni) oppure l'artista forestiero ritraendo il "costume" del caratteristico "paese del lago" abbia confuso Scanno con Villalago. Specie se si accetta quanto meno il dubbio che il romano Bartolomeo Pinelli (1781-1835), principale pittore di costumi regionali, non sia mai venuto nella Valle del Sagittario. Villalago si sentirebbe onorata se potesse affermare che le sue donne, un tempo, indossarono il nobile solenne costume scannese.
Un'altra versione della medesima stampa d'epoca Purtroppo non esiste alcuna tradizione in merito. I vecchi portano con sé circa due secoli di esperienze storiche apprese direttamente dai propri genitori ed indirettamente dai nonni che hanno formato i loro genitori. "Rebus sic stantibus" (n.d.r....così stanno le cose) le vecchie di Villalago non ricordano nulla, anzi negano decisamente. Nessuna conservazione di "cappelletti" o di "cordicelle" o di panni che pure si trasmettevano per generazioni. Alla luce storica che i "coloni" della grancia S. Maria erano "homini valvenses", quindi peligni puro sangue, cade ogni ipotesi d'una comune origine (ammessa e non concessa l'origine "orientale" di Scanno) e spiega semmai la differenza marcata tra i due paesi, anche nel modo di vestire.
Ecco, invece, il vestito che tutti ricordano. La gonna era di canapa o di lana fluente fino ai piedi. Lo "zinale" o "mantera" variante per colore copriva la parte anteriore. Dalla vita partiva un corpetto rigido che copriva il seno e si allacciava o si abbottonava con 3 o 4 bottoni sul davanti. Dal collo poi partiva lo "strapizzo" una sorta di camicetta che coprendo le spalle s'infilava nel corpetto. "Le maccatur' ", variante nei colori e guarnito di fiorellini all'orlatura, copriva il capo. Molto semplice, pratico e non disprezzabile.
Due giovani ragazze di oggi, indossano il Costume Villalaghese
Foto d'epoca: Donna di Villalago Tuttora in segno di lutto ci si veste di nero: per la morte del marito, prima per tutta la vita. ora per un periodo di tempo; per la morte dei genitori, 4 anni; per la morte di un figlio, per tutta la vita. Giunte ad una certa età il lutto (per la morte di diversi cari) diventa perenne. testi tratti da: "Villalago, storia - leggende - usi - costumi" di P.Antonio M.D'Antonio - Ed. Italica - Pescara 1976 |
Il Costume Villalaghese
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Ultimo aggiornamento: 11-06-10.
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