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Sei nella sezione: Le Chiese e i luoghi di culto

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Le Chiese ed i luoghi di culto:

 

La facciata della Parrocchia di S.Maria di Loreto

 

A Villalago, nel paese, esistono cinque chiese alle quali  aggiungerne altre due site sul Lago di Scanno, meta di fedeli villalaghesi e non:

  • Santa Maria di Loreto (la Parrocchia),

  • Santa Maria delle Grazie,

  • SS. Vergine dell'Addolorata,

  • San Michele Arcangelo,

  • Eremo di San Domenico,

  • Madonna del Lago - SS. Annunziata (sul Lago di Scanno),

  • Eremo di Sant'Egidio (sul Lago di Scanno).

 

Santa Maria di Loreto (la Parrocchia)

La facciata della Parrocchia di S.Maria di Loreto, in notturna

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria di Loreto, risalente al XV secolo, di stile romanico, sita in piazza San Domenico Abate, a pochi metri dalla piazza Celestino Lupi, presenta una navata unica, affiancata da una cappella dove è situato l'altare monumentale di San Domenico. Oltre a quest'ultimo, con i resti del giaciglio del Santo, è da apprezzare la presenza di due raffinati dipinti, uno del XVI secolo, avente quale tema la Madonna del Rosario (posto sulla parete sinistra della navata), e l'altro del XIX secolo, raffigurante la Madonna di Loreto, (posto sul fondo della chiesa, sopra all'altare maggiore), alla quale è intitolata la chiesa. Un luogo di culto gradevole e ben organizzato.

L'arco in pietra sulla facciata della Parrocchia

 

 

L'interno della Parrocchia S.Maria di Loreto:

   

   

 

 

La Parrocchia in notturna: Santa Maria di Loreto

 

 

Santa Maria delle Grazie

La Chiesetta di Santa Maria delle Grazie

 

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, comunemente chiamata "Santa Maria", sita a circa 100 m dalla piazza Celestino Lupi, è di origini antichissime, databili probabilmente all'anno 1000, in quanto la grancia Santa Maria della Villa, del Monastero di San Pietro de Lacu, istituita da San Domenico Abate, prendeva il nome da questa piccola chiesetta. La struttura attuale potrebbe essere databile al 1575, data incisa sul portale. Ripulita ed arricchita nel 1999 ad opera dell'associazione culturale "L'Atelier del Sagittario", conserva l'immagine della Madonna delle Grazie che viene portata in processione durante la festa che vi si svolge nel mese di luglio.

 

 

 

SS. Vergine dell'Addolorata

 


La Chiesetta della Madonna Addolorata (XVIII° sec.)

 

La Chiesa della Madonna Addolorata, sita sulla sommità del paese, nel cortile del Palazzo Lupi, è di origine antica, sicuramente anteriore al 1652, data della visita del vescovo di Sulmona. Originariamente denominata Oratorio di Santa Maria della Pietà o delli Morti, con l'avvento della famiglia Lupi, divenne la cappella annessa al loro palazzo, acquisendo l'attuale titolo e conformazione. All'interno della chiesa è custodita una bellissima miniatura dell'immagine della Madonna Addolorata, risalente al XVIII secolo. L'aspetto della chiesa, nel complesso, è molto gradevole e conciliante per il penitente.

 

L'Altare della Madonna Addolorata

 

 

La processione serale della Madonna Addolorata che esce dalla Parrocchia

 

 

 

 

San Michele Arcangelo

 

La Chiesetta di San Michele Arcangelo all'Arapezzana

 

La Chiesa di San Michele Arcangelo, sita nel rione Rapezzana, nella zona nord del paese, è di origine databile al XV secolo. Di piccolissime dimensioni, è stata ristrutturata e riadibita a chiesa, grazie all'opera di Germanino Buccini e degli abitanti dei rioni del centro storico che, volontariamente e senza interesse alcuno, agli inizi degli anni '70, dal fienile che era divenuta, la riportarono a luogo di culto cattolico. Sulla porta di ingresso è presente una scultura raffigurante un Cristo con due angeli che lo storico dell'arte Sergio Caranfa, di Villalago, data al XV secolo, probabilmente già installata nelle mura del Monastero di San Pietro de Lacu e successivamente asportata.

 

fonte testi: sito San Domenico Abate Villalago.it - E.Grossi e M.R. Gatta

 

 

 

 

Eremo di San Domenico

 

L'Eremo di San Domenico a Prato Cardoso

 

L’Eremo di San Domenico (sec. XI, XVI - XVIII) è costituito da una grotta, il Sacro Speco, dove il Santo si ritirò in penitenza, intorno al 1013, e dalla chiesa antistante, con il portico. Il portale rinascimentale proviene dal monastero di San Pietro in Lacu, la bifora che guarda il lago è stata probabilmente realizzata con elementi d’epoca romanica. Qui San Domenico restò sei o sette anni. In seguito alle pressioni dei Conti di Valva e di molti seguaci che chiedevano di farsi monaci, San Domenico costruì il monastero di San Pietro in Lacu, (sec. XI-XVI), ricevendo in dono l’intera Valle de Lacu. Questo avvenimento determinò una serie di cambiamenti, a cominciare dall’arrivo dei contadini valvensi che resero coltivabile l’intera valle, prima selvaggia. L’abbazia divenne prospera e potente, tanto da avere sotto la propria giurisdizione ben quindici grancie, sia nelle vicinanze sia nel resto d’Abruzzo. Abbandonato nel 1474 dai benedettini, il monastero decadde progressivamente.

L'Eremo di San Domenico a Prato Cardoso, all'imbrunire

L'eremo di San Domenico a Villalago è sempre stato meta di devoti e turisti che nel corso dei secoli sono giunti sulle rive del lago. Secondo la tradizione locale l'eremo venne scavato da San Domenico nel banco di roccia arenaria, di travertino, di argilla e di grafite, intono all'anno 1000. Il romitorio fa parte del complesso monastico di Prato di Cardoso, conosciuto dai devoti come il monastero di Plataneto. L'accesso al santuario avviene da un portichetto impreziosito da una bifora, riccamente decorata, che offre una magnifico panorama lacustre. Sulla bifora si possono riconoscere le immagini di quattro miracoli attribuiti al Santo: il miracolo delle fave, il bambino restituito dal lupo, la trasformazione dei pesci dell'ingordo in serpi e il ragazzo caduto dalla quercia. Il portale della chiesa, finemente lavorato con motivi floreali, sembra che appartenesse precedentemente al Monastero di San Pietro. All'interno della chiesa, leggermente più ampia nella zona d'ingresso rispetto alla prima campata, presenta sul lato destro dell'ingresso l'affresco della Madonna col bambino, quasi del tutto rovinato e sbiadito, e dietro l'altare la statua di San Domenico.

L'altare dedicato a San Domenico all'interno dell'Eremo

 Subito a destra dell'ingresso una piccola porticina conduce alla zona cultuale più antica e suggestiva: la grotta del Santo. Dopo alcune rampe di scale, ricavate anch'esse nel banco roccioso, si giunge alla stretta imboccatura della grotta chiusa da un basso cancelletto in ferro. Sul lato sinistro una specie di tomba delimitata da quattro pilastrini posti ai lati del rettangolo: è il letto del Santo, dove riposava disteso su alcune travi lignee. Attraverso una donazione fatta dai conti di Valva a Montecassino nel 1067, apprendiamo dell'esistenza del Monastero degli eremiti in Valle que dicitur Pratum Cardosum e del monastero di San Pietro in valle de lacu. Secondo alcune agiografie il Santo visse in questi luoghi a cavallo dell'anno 1000 fondando entrambi i monasteri dedicati a San Pietro, soggiornando in particolar modo in quello di Prato Cardoso o Planeto o Plataneto. Con molta probabilità il Monastero degli eremiti era inizialmente una modesta costruzione in cui si svolgeva sia la vita comunitaria che quella monastica, testimoniata dalla presenza di resti di grotticelle utilizzate come celle eremitiche. L'Antinori nella sua opera "Corografia storica degli Abruzzi e de' luoghi circonvicini", racconta che la chiesa venne edificata alla fine del '500, con una struttura molto diversa da quella odierna, e presentava sul lato destro una cappella completamente affrescata con alcuni episodi della vita del Santo. Gli ultimi secoli il romitorio ha subito numerosi restauri e parziali ricostruzioni, soprattutto nel corso del '700 e agli inizi del '900 con la realizzazione dell'adiacente diga. Il paese di Villalago dedica a San Domenico tre feste. La prima, il 22 gennaio, in cui si ricorda la morte del santo avvenuta nel 1031; la seconda, il lunedì di Pasqua, durante la quale in processione si portano le reliquie sino al complesso monastico ed infine la terza, la più importante, il 22 agosto. Nell'800 la statua del Santo veniva portata in processione completamente coperta di serpenti, come ancora oggi avviene a Cocullo.

fonte testo: sito della Diocesi di Sulmona-Valva

 

Il colore "smeraldo" del Lago di San Domenico

 

 

 

 

 

 

Santa Maria dell'Annunziata - Madonna del Lago

 

La Chiesetta della Madonna del Lago di Scanno, al tramonto

 

La Chiesa della Madonna del Lago o Santa Maria dell'Annunziata è una chiesa di Scanno, in provincia dell'Aquila, presso la sponda sud-occidentale del Lago di Scanno. Si accede alla chiesa dalla statale delle Gole del Sagittario, la quale passa sotto la chiesa attraverso una piccola galleria che fa da contorno a  due rampe di scale che si diramano ai due imbocchi.

La cappella fu aperta al culto nel 1702.

L'aspetto originario era diverso da quello attuale. L'ingresso era sul lato a nord-ovest, verso Villalago, con un portico a cinque archi.  Ad epoca posteriore sono dovuti sia il riadattamento esterno, sia le decorazioni interne, eseguite nel 1911 dai pittori scannesi A. Centofanti, E. Berardi, oltre che dal Ballerini, che curò i quattro profeti e la cripta sferica della volta.

L'altare e il pavimento della chiesa furono costruiti nel 1903 dall'architetto F. Galassi, su commissione di Francesco Di Rienzo di Scanno.  La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata. Sugli angoli della chiesa, in alto, vi sono dei disegni a trompe l'œil a sembrare degli statue di profeti biblici. Sulla parete nord e sulla parete sud vi sono due tele ad olio inerenti fatti biblici.

Il 16 agosto, come evento ricorrente della stagione estiva, si effettua, dal belvedere sul lago, una spettacolare "Fiaccolata" con fuochi d'artificio e musica sul lago.

 

fonte testo: Da Wikipedia, l'enciclopedia libera - Il Portale di Scanno - www.scanno.org

 

 

 

 

Eremo di Sant'Egidio (sul Lago di Scanno)

 

L'Eremo di S.Egidio sul Lago di Scanno

 

L'Eremo di Sant'Egidio è sito sul colle di Sant'Egidio, tra Scanno ed il Lago di Scanno, in provincia dell'Aquila. Quest'Eremo si raggiunge tramite il Sentiero di Sant'Egidio posto tra la via che porta al cimitero di Scanno o dalla Via Circumlacuale (il lungolago di Scanno).

Sull'architrave della porta è scritto: AD 1656 TEMPORE PESTIS S. EGIDIO ORA PRO NOBIS BIASO ANGELO.

La chiesa è in stile romanico rurale.

L'interno di forma quadrangolare ad unica navata, ha un altare semplice arcaico che costringe il prete a dare le spalle alla folla di fedeli. Sopra l'altare un affresco di Sant'Egidio segnato dal tempo. La scritta sull'architrave fa pensare la fondazione nel 1657, ma questa è avvenuta nel 1612, in quest'ultimo anno viene nominata come romito: Ecclesia S. Egidii sub cura Eremitae Matthei Terrae Scanni.

L'Eremo di S.Egidio sul Lago di Scanno

La data 1657 è da ascrivere come ex voto al santo, ritenuto dagli abitanti di Scanno come protettore della peste (a Scanno ve n'è stata una nel 1656), aumentando così il culto di devozione per questa chiesa in tutto il circondario. Nel 1780 la chiesa fu restaurata da Pasquale Mancinelli, Michele Parente e Nicola Ricciotti.

Il primo settembre di ogni anno ricorre la festa del santo. Di primo mattino i fedeli affollano la chiesuola e il breve pianoro antistante. Vi si celebra la S. Messa.

Appena finito il rito è usanza che i giovani si contendano un gallo che sicuramente qualcuno ha provveduto a portare, per devozione, sul colle di Sant'Egidio. La contesa consiste nel prendere di mira con pietre che vengono scagliate a colpire uno scopo posto sulla sporgenza d'una roccia, sul lato destro all'esterno della chiesa. Vince il gallo colui che per primo centra in pieno lo scopo.

 

 

fonte testo: Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 29-01-14.